Pizza no profit

La prima Scuola per pizzaioli è stata aperta all’interno dell’Istituto Penale per i minorenni di Nisida per favorire l’inserimento nella vita sociale e lavorativa di alcuni ragazzi detenuti. L’iniziativa non ha tanto l’ambizione di formare ottimi pizzaioli, quanto l’obiettivo di creare un’occasione di incontro tra l’imprenditoria della ristorazione e alcuni giovani detenuti desiderosi di trovare un lavoro onesto per rifarsi una vita.

Nel Corriere del mezzogiorno è riportato il caso di un ragazzo che, per finire il corso di sei settimane, ha rinunciato agli arresti domiciliari.

Se i risultati continueranno ad essere positivi, il progetto verrà esteso ad altri Istituti per minori. Il progetto Finché c’è pizza… c’è speranza! svolge però anche un’azione preventiva, sottraendo i ragazzi alla strada e impegnandoli in un’attività formativa gratuita che li aiuterà a inserirsi nel mondo del lavoro. Dopo aver ricevuto una sede dal Comune di Napoli, l’Associazione Scugnizzi ha infatti avviato una seconda iniziativa formativa nel centro storico. Dalle 10 alle 12 c’è il corso di formazione, poi apre la “Pizzeria dell’impossibile” che offre tutti i giorni ai diseredati una pizza gratuita e una bevanda. I 15 allievi pizzaioli sfornano e servono almeno 300 pasti al giorno.

Alla base dell’idea c’è la considerazione che l’investimento iniziale per aprire una pizzeria è decisamente più contenuto rispetto a quello necessario per aprire un ristorante e che le possibilità professionali sono concrete e diffuse in tanti Paesi.